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La psicologia applicata, a cosa serve?
La psicologia clinica si occupa principalmente delle malattie di natura psicologica, siano esse di tipo relazionale, individuale o di famiglia. Il suo obiettivo finale è il benessere psicologico e psicosociale dell’individuo. Più in generale, questa branca della psicologia applicata agisce sulla prevenzione e la cura di qualsiasi forma di disagio personale e di relazione, attraverso l’identificazione e l’inquadramento dei fattori alla base dell’insorgenza del disturbo. Agisce attraverso consulenze, colloqui e tecniche di sostegno psicologico volte a individuare ed eliminare le cause del disagio. Tra i trattamenti maggiormente in uso ricordiamo la psicoterapia cognitivo comportamentale, relazionale e la psicoanalisi.
La psicologia del lavoro, detta anche psicologia delle organizzazioni, studia il comportamento delle persone all’interno del contesto lavorativo e le modalità con cui affrontano sia il rapporto con i colleghi sia l’accettazione delle regole interne al luogo di lavoro. Questa parte della psicologia applicata viene utilizzata all’interno delle aziende soprattutto per la gestione e la selezione del personale, per la gestione delle dinamiche di gruppo, per la motivazione dei dipendenti e per la valutazione e lo sviluppo delle carriere. Il suo obiettivo finale è quello di favorire il benessere dei dipendenti sul posto di lavoro e migliorarne le condizioni psicologiche e le motivazioni al fine di ottenere il massimo vantaggio dal punto di vista lavorativo.
La psicologia forense, invece, è quella branca della psicologia applicata che si occupa dell’ambito giudiziario e criminale. Ha il compito di indagare gli aspetti psicologici dei crimini e dei criminali. Spesso lavora di concerto con altre figure tra cui quella del criminologo. La psicologia forense mette a disposizione dei processi le teorie sul comportamento umano al fine di riuscire a trovare risposte anche ai delitti più efferati. E’ allo psicologo forense che giudici e magistrati si affidano per determinare la capacità di intendere e di volere di un imputato, il rischio di recidiva o l’attendibilità delle testimonianze. Uno degli aspetti più importanti di questa branca della psicologia applicata, infatti, è la “psicologia della testimonianza”.
La psicologia dello sport applica le teorie psicologiche all’ambito agonistico e sportivo. Ha il compito di indagare gli aspetti psicologici, sociali e pedagogici delle varie discipline sportive e degli atleti. Con il passare degli anni questo ramo della psicologia applicata ha assunto una connotazione sempre più specifica. Attualmente viene utilizzata principalmente in ambito motivazionale per aiutare gli atleti a trovare la motivazione e la concentrazione giusta per affrontare le gare, riuscire a gestire lo stress e l’ansia che può comportare l’attività agonistica. Gli psicologi dello sport lavorano presso Federazioni, enti e palestre.